IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON di Richard Bach – Recensione

Il gabbiano Jonathan Livingston è un famosissimo romanzo dello scrittore Richard Bach edito negli anni settanta.

Altro non è che una deliziosa fiaba a contenuto morale e spirituale, che vede come tema centrale del racconto il percorso di autoperfezionamento del protagonista, un giovane gabbiano che impara a volare e di conseguenza a stare al mondo attraverso il sacrificio e la forza d’animo.

Per il giovane gabbiano, il volo è tutto. È la vita. È ovviamente ciò per cui è nato. Questo lo porterà a trasgredire un sacco di regole stabilite fino a condurlo all’esilio forzato, per raggiungere di conseguenza una saggezza e un amore tali da potersi finalmente considerare consapevole di essere unico.

Il gabbiano Jonathan Livingston

TRAMA

Mentre tutti gli altri gabbiani si affannano per cercare cibo e sopravvivere, Jonathan è un gabbiano diverso da tutti gli altri: ama il volo e vuole solo perfezionarsi in esso e proprio per questa sua particolarità, che agli occhi degli altri, diventa stranezza, è scansato da tutti quanti e rimproverato dai suoi genitori.
Il Consiglio degli Anziani decide così di esiliare il giovane volatile dallo Stormo Buonappetito.
Jonathan cresce così in solitudine perfezionandosi sempre di più nel volo e facendo della sua arte qualcosa di meraviglioso, non considerandola ovviamente come semplice necessità per procurarsi da vivere.
Jonathan in punto di morte viene poi raggiunto da due gabbiani dal piumaggio candido, per condurlo in un luogo dove potrà volare molto meglio.

Nel posto in cui i due gabbiani lo conducono, che Jonathan dapprima crede essere il Paradiso, trova altri gabbiani che hanno la sua stessa passione. Per loro la cosa più importante è volare, sempre più in alto. Qui, fa la conoscenza di un gabbiano, Sullivan, con il quale comincia ad allenarsi per migliorarsi. Sullivan spiegherà al giovane e caparbio gabbiano che quello non è il Paradiso ma solo un luogo transitorio, per arrivare allo stadio superiore, volando sempre più in alto, raggiungendo così la perfezione. Una volta raggiunto il livello di Sullivan, Jonathan si rende conto di essere comunque limitato, pur essendo bravo ed elegante e chiede all’anziano del gruppo di insegnargli a volare alla velocità del pensiero. Un’altra lezione importante sta in questo nuovo perfezionamento. Lezione che gli sarà utile quando Jonathan decide di rimanere a fianco di Sullivan per istruire i nuovi giovani gabbiani, che come lui un tempo, ricercano la perfezione.

Un libro di una dolcezza infinita, oltre che di uno spessore didattico non indifferente. Jonathan non ha fatto altro che rendersi utile fino al momento in cui, acquisita la perfezione nel volo e acquisiti quei valori giusti per “passare oltre”, non è passato oltre. Dove è diventato luce. Luce e perfezione. E qualcuno, che l’ha sostituito in questo limbo, ha messo a punto nuove tecniche che un giorno, forse, gli mostrerà. Un libro dove amore, impegno, dedizione, forza d’animo e sensibilità si fondono in un cocktail perfetto per un giovane caparbio che vuole raggiungere il meglio di sé.

Consiglio di leggere questa storia non solo per lo spessore che ha, ma anche per la forza che infonde in un ragazzo (e perché no, anche in un adulto!) nel conseguire i propri obbiettivi.

LA CITTA’ DEL LIBRO: Bécherel.

bqa-becherel-cite-du-livre1

La città in questione è un piccolo borgo medievale situato in Bretagna, noto per la freschezza, per l’educazione della sua popolazione e per il clima gradevole che vi si respira. La cittadina, che vanta non più di 800 anime, è conosciuto però anche per l’organizzazione di Festival letterari e fiere settimanali dedicate interamente ai nostri amici libri. “Impossibile!” qualcuno penserà! Invece all’interno del borgo si contano tredici librerie.

p1020525

Negli anni ottanta per sopperire alla crisi del tessile, i piccoli librai furono costretti a vendere i libri in bancarelle, mentre affiancata a questa attività si stavano sviluppando laboratori di calligrafia e rilegatura, dando così inizio alle fiere librarie.

Ogni prima Domenica del mese viene svolta una fiera dedicata al libro, mentre durante la settimana di Pasqua, un vero e proprio festival dedicato ai nostri viaggi mentali che si possono fare comodamente da casa e per qualche manciata di euro.

Non è meraviglioso?

LE AVVENTURE DI JIM BOTTONE di Michael Ende – Recensione

Ultimamente mi sono riletta e riletta molti libri di questo autore tedesco per il quale ho preso proprio una bella cotta da ragazzina. Le sue storie mi hanno accompagnata durante il periodo della vita in cui abbandoni l’infanzia e ti addentri nello strano mondo dell’adolescenza e le sue storie sono così sempreverdi da non perdere mai di valore, di spessore, di magia. Ogni volta che le leggo (e credetemi, capita molto spesso!), ho come la sensazione di non aver colto qualcosa la volta precedente, come se ogni volta ci sia quella sfumatura impercettibile di cui non mi ero accorta. Adoro i libri quando mi fanno quest’effetto!

La prima volta che ho letto questo libro ero alle elementari, poi alle medie e infine qualche tempo fa. Capita spesso che rilegga qualcosa che mi è piaciuto o che mi è particolarmente rimasto dentro.

Le avventure di Jim Bottone (dal titolo originale tedesco Jim Knopf und Lukas der Lokomotivfuhrer) è un romanzo fantasy per ragazzi pubblicato nel 1960, mentre in Italia è arrivato soltanto due anni dopo con il titolo di Un ferroviere e mezzo.

79892

La storia si apre in una piccolissima isola chiamata Dormolandia dove sono presenti solo un piccolo palazzo, una casa, un re, tre sudditi, un negozio, una stazione ferroviaria i cui binari percorrono l’intera isola, il ferroviere Luca e la locomotiva Emma. Un giorno, il postino (che viene sull’isola solo via mare, quindi per mezzo della nave) scarica sull’isola un pacchetto in cui non c’è destinatario, ma solo un grande numero. Spinti dalla curiosità gli abitanti dell’isola, dopo essere andati alla ricerca di chi mai potesse aver ricevuto quel pacco, lo aprono e trovano al suo interno un bambino di colore che viene in seguito  da loro adottato e che viene chiamato Jim Bottone. Jim cresce e il re, preoccupato che non ci sia abbastanza spazio, ordina a Luca che Emma, la locomotiva, deve essere allontanata dall’isola. Luca, infuriato, non vuole certo questo per la sua fida compagna e mentre progetta di andarsene insieme a lei, anche Jim decide di seguire la loro fuga e una notte, silenziosamente, lasciano Dormolandia. E’ da questo punto fino alla fine della storia che Jim, assieme a Luca ed Emma, vive grandissimi avventure per salvare la principessa Li – Si, figlia dell’imperatore della Cina, tenuta prigioniera nella Città dei Draghi. Per salvarla affronteranno tante avventure, si metteranno a confronto con i propri limiti e le proprie stranezze, fino a quando non riescono a salvare la ragazza. E quindi un altro viaggio ha inizio per tornare in Cina dove l’imperatore attende il ritorno della figlia.

Un viaggio. Un viaggio all’insegna della classica fanciulla che deve essere salvata dall’eroe della storia, soltanto che l’eroe è un bambino nel quale è facile immedesimarsi. Diverso. Cresciuto in un mondo strambo. In una piccola realtà. Tutto ciò di cui si ha bisogno quando si cresce e il luogo che amiamo e che ci ha accolti ci va un po’ stretto, è evadere. Viaggiare. Che sia alla ricerca di una fanciulla, di un lavoro o semplicemente di sé stessi, ha poca importanza. I bambini hanno bisogno di evadere quanto gli adulti. Solo che loro ci riescono meglio. E anche Jim alla fine si è accaparrato la sua locomotiva. Molly. Il suo personale modo di viaggiare. Il suo mezzo di locomozione. La sua fantasia, la sua vita, la sua strada.

LA STORIA INFINITA di Michael Ende – Recensione

item_85994_2

Sono cresciuta con il mito della fantasia. Sin da piccola, mentre le altre bambine giocavano a fare la maestra, la mamma o la parrucchiera, io scrivevo. Diari. Diari pieni, intrisi di parole, di emozioni, di racconti infantili che oggi risulterebbero simili ad una soap trash vista dagli occhi di una bimba di dieci anni. Fatto sta che diari e quaderni erano per me i miei compagni di gioco, senza contare la compagnia che i libri mi hanno sempre fatto. Non mi hanno mai fatto sentire sola, nemmeno per un attimo. La sensazione meravigliosa che ho provato da piccola quando ho letto per la prima volta La storia infinita, la ricordo ancora. Ricordo di aver cavalcato un bianco destriero con Atreiu, di essere entrata nella storia con Bastiano, di aver volato sul dorso di Falcor, accarezzata dal suo folto pelo, di aver vissuto tutte quelle avventure.

Dal titolo originale Die unendliche Geschichte, La storia infinita è un romanzo fantastico dell’autore tedesco Michael Ende, pubblicato per la prima volta nel 1979, diventando poi un classico di letteratura per ragazzi, mentre la prima edizione italiano risale al 1981.

StoriaInfinita

La storia si svolge in un mondo parallelo a quello reale che si chiama Fantàsia, minacciato da una forza chiamata Nulla che dilaga su tutto il territorio, mettendo in crisi e in pericolo gli abitanti del mondo fantastico. Atreiu, un giovane guerriero, viene incaricato dall’Infanta Imperatrice di trovare una soluzione. Nel mondo reale invece, troviamo il protagonista, Bastiano Baldassarre Bucci, che leggendo un libro del mondo di Fantàsia i trova a vivere in prima persona le avventure della storia, mentre legge il libro e man mano che la storia va avanti. Diventa poi anche lui parte integrante del regno di Fantàsia, aiutando Atreiu a salvare il regno, cercando infine un modo utile per tornare nel mondo reale. Il rapporto che si crea tra Bastiano e tutti i personaggi positivi della storia, che sia Atreiu o l’Infante Imperatrice, è positivo: permette al lettore di sognare, di vivere quella dolcezza. Si chiama appunto La Storia Infinita perché ogni lettore vive quelle avventure. Parola di lettrice! E amante di Ende!

I temi presi in esame all’interno della storia sono molteplici e di grande spessore, nonostante gli ignoranti che non apprezzano sostengano che “.. ma è solo una favola!”. Mi viene spesso voglia di chiedere loro come siano diventati grandi. Ma questa è un’altra storia.

Ovviamente si prende in esame per primo il tema della fantasia, da cui deriva il nome stesso del mondo incantato di cui vengono narrate le vicende, rispetto al mondo parallelo, che è quello reale.
Non è solo una questione in sé per sé di immaginazione, quindi di capacità dell’uomo di visualizzare nella sua testa ciò che legge, o semplicemente di pensare qualcosa e viaggiare con la mente, ma si vuole mettere in evidenza quanto la fantasia appunto sia una vera e propria attività cerebrale. Grazie ad essa l’uomo è in grado di elaborare, codificare, creare e costruire la realtà, dando un inizio, un corpo e uno svolgimento al proprio viaggio. Una vera e propria storia mentale.

L’assegnazione di un nome o di un nuovo nome è per Fantàsia la ragione per cui le ogni cosa inizia ad avere una propria storia, mentre prima di allora si limita semplicemente ad esistere senza un vero e proprio scopo. Il nome da a quella determinata cosa un fine, un’importanza, lo  mette al centro delle proprie abitudini, dei propri discorsi.

I desideri. Chi non ne ha? “Le strade di fantàsia si possono trovare solo grazie ai tuoi desideri..” (cit.)
I desideri sono il primo passo per raggiungere uno scopo, verso la propria identità che prescinde gli altri. Desiderare qualcosa significa conoscersi, significa capirsi, significa avere amore per sé stessi. A differenza dei desideri, i ricordi si dimenticano, anche se sono importanti allo stesso modo. Senza ricordi non ci sarebbe storia, senza storia non ci sarebbe un passato, senza passato non ci sarebbe presente. E senza presente?

Lastoriainfinita-981x540

Lo trovo un libro molto educativo. Un libro di quelli che andrebbero letti a voce alta per addormentare i bambini. Ma anche per i grandi, che spesso presi dalla vita frenetica, si scordano di sognare. Di desiderare. Di sentirsi ancora bambini.

10 LIBRI DA REGALARE A UN BAMBINO

Chi è genitore o chi ha a che fare ogni giorno coi bambini lo sa. E’ difficile farli leggere. E’ difficile approcciarli al mondo della lettura una volta che hanno imparato a mettere insieme le lettere una dietro ad un’altra. Il problema secondo me sta nel fatto che non sappiamo fornire ai nostri bambini il giusto motivo per il quale una persona debba leggere. Siamo d’accordo quando diciamo alla creatura “leggere è importante”, ma lui chiederà sempre il perché. Specialmente nella fase dell’apprendimento. Sono stati anni senza imparare e non si capisce alle volte come mai appena si arriva a scuola, in prima elementare e cominciano a insegnarti a scrivere e di seguito, a leggere. Non è concepibile per il bambino alle volte come mai ne abbia potuto fare a meno prima dell’inizio della scuola e dopo debba diventare così indispensabile.

bambini-che-leggono

Partiamo dal presupposto che ai bambini piace un sacco andare a passeggio. Con chi poi è indifferente, ma a loro basta per sentirsi grandi. Perché non dire loro che leggere è come un sogno ad occhi aperti o un viaggio comodamente seduti nella propria cameretta senza bisogno di fare nemmeno una valigia? Sono sicura che l’approccio sarebbe differente.

Ho stilato una lista di dieci libri (assolutamente non sono in ordine di preferenza!) da poter regalare ad un bambino per farlo appassionare alla lettura. Ovviamente non è stato semplice, perché da divoratrice di libri sarei capace di regalare scatoloni pieni di libri, ma per un bambino è opportuno fare una prima selezione, prima di avviarlo ad un genere o alla meravigliosa possibilità che comincino a scegliere da soli cosa leggere.

  • LA STORIA INFINITA (Michael Ende)
    La storia infinita è uno di quei libri che fa volare. Nel vero senso della parola. La fantasia non si ferma, ma è stimolata in tutto e per tutto a immaginare ogni più piccolo dettaglio, ogni voce attribuita ad un personaggio e ogni sogno sembra essere stato affidato in mani sicure. Un fantasy meraviglioso che incita il lettore a non perdere mai la speranza, a non sotterrare i propri talenti e a non scordarsi i propri sogni, oltre che insegnare un grande senso dell’amicizia.
  • LE CRONACHE DI NARNIA- IL LEONE, LA STREGA E L’ARMADIO (C.S. Lewis)
    Un racconto che penso chiunque, grandi e piccini, avrebbero voluto vivere. Chi non ha sognato di aprire il proprio armadio, entrarci e scoprire che dall’altra parte c’è un mondo fatato di cui ignoravi l’esistenza? Un mondo dove il tempo non ha lo stesso andamento del mondo reale. Mentre nel mondo reale tutto si ferma, lì il tempo accelera, anche se per chi lo vive, sembra tutto normale. Un leone che, nonostante la ferocia, è simbolo dell’amicizia, della fedeltà e del sacrificio. Insegna che l’unione fa la forza, che i sacrifici alle volte sono necessari e sicuramente permette di sognare.
  • IL PICCOLO PRINCIPE (Antoine de Saint-Exupery)
    Su questo libro si potrebbe aprire un dibattito enorme. Storia che trova i lettori divisi: c’è a chi piace e a chi no. Non c’è via di mezzo. Io personalmente trovo che sia un evergreen. Uno di quei libri che vanno letti più di una volta nella vita, in momenti ed età diverse. Ogni volta questo libro porta a varie riflessioni, e ogni volta esse non sono mai uguali. Piuttosto sono trasposte nel momento che stiamo attraversando, nell’età che stiamo vivendo. Insegna chiaramente a non perdere il fanciullo che è in noi. Insegna a non perdere quella sensibilità, quella meraviglia, quella dolcezza che solo i bambini riescono ad avere.
  • IL MAGO DI OZ (Frank Baum)
    Chi è che non ha mai sognato tra le bambine di essere Dorothy con le sue scarpette rosse? E di intraprendere quel meraviglioso viaggio alla ricerca di Oz? Molti i personaggi che prendono parte alla storia, come l’adorabile Uomo di Latta (si, io l’ho adorato!). Un viaggio che porta alla scoperta di sé stessi e delle proprie capacità e che mette a dura prova i propri limiti, affinché vengano abbattuti.
  • PIPPI CALZELUNGHE (Astrid Lindgren)
    Una delle storie più geniali che siano mai state scritte per i bambini e per i ragazzi. Siamo in Svezia, in una casa abbandonata dove vive una bambina completamente da sola: si tratta appunto di Pippi Calzelunghe. Capelli color carota, scarpe di qualche numero più grandi del suo, Pippi Calzelunghe è figlia di un pirata attualmente in mare. La bambina vive a Villa Villa Colle insieme ad un cavallo (suo mezzo di locomozione!) e ad una simpatica scimmietta. L’amicizia con due bambini, fratello e sorella, è il centro di tutta la storia ed è proprio grazie a Pippi che questi due fanciulli non si annoiano, mentre Pippi, dal canto suo, non è poi così tanto sola. I temi dell’amicizia e delle avventure che questo sentimento può farci vivere sono trattati egregiamente. Soprattutto nell’unione che si crea tra i tre bambini.
  • LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (Roald Dahl)
    Ci sono casi eccezionali come me che non amo per niente il cioccolato, ma credo che per un bambino l’idea che possa esistere una fabbrica di cioccolato, sia il sogno della vita. Si parla di una fabbrica di cioccolato, gestita dal signor Willy Wonka e di 5 biglietti messi in palio per 5 bambini, in tutto il mondo, per dar loro la possibilità di visitare la fabbrica, ormai chiusa da tempo. E’ Charlie Bucket, uno dei 5 bambini fortunati a trovare uno dei biglietti, anche se la sua condizione economica e familiare non sia proprio una delle più agiate. Meravigliosa storia in cui il tema della diversità è trattato delicatamente, facendo comprendere al lettore che la diversità non è sempre metro di giudizio, che siamo tutti uguali e che nessuno è meglio di altri.
  • CIPI (Mario Lodi)
    Credo sia stato uno dei primi libri che ho letto nella mia vita, alle elementari. Lo ricordo con molto affetto perché la mia maestra aveva dedicato il venerdì pomeriggio a due ore di lettura. Aveva fatto comprare a tutti il libro e dopo pranzo ci mettevamo a sedere per terra con lei e leggevamo da punto a punto. Un ricordo tenerissimo della mia infanzia che ho e che voglio continuare a custodire. E’ la storia di un uccellino, Cipì, è la storia di un passerotto più coraggioso degli altri: lui vuole esplorare il mondo. L’impazienza del sapere, porta Cipì a vivere importanti avventure che lo misureranno con grandi esperienze.
  • IL PRINCIPE FELICE (Oscar Wilde)
    La storia di un’amicizia tra una giovane rondinella e una statua dorata posta al centro della piazza della città, raffigurante un principe felice. Il principe, deceduto giovanissimo, non aveva avuto tempo di vivere il regno che il padre gli avrebbe lasciato in eredità, così è come se in quel materiale si fosse fermata la sua anima. Era di indole molto buona e chiede alla rondine di spogliarlo di tutto l’oro che copriva il bronzo della sua figura e di togliere tutte le pietre preziose incastonate e di portarle ai poveri che dall’alto della sua statua, lui vedeva disperarsi, mentre lui, impotente, non poteva far altro che piangere. Una storia struggente, commovente, piena di bei significati e di un sentimento, quello dell’amicizia, raccontato e vissuto in maniera intensa. I bambini si innamorano di questa storia!
  • CUORE (Edmondo De Amicis)
    Come non citare Cuore? Come non citare la classe di alunni maschi più famosa della letteratura italiana? Come non citare questo splendido esempio di educazione dovuto anche al meraviglioso professore dei ragazzi, maestro si di scuola, ma anche di vita? Cuore è stato uno dei libri più belli che abbia mai letto e contando che tratta tematiche soprattutto dal punto di vista maschile, non è escluso che possa essere un buon motivo per avvicinare i maschietti alla lettura, cosa un po’ più complicata che avvicinarvi le femminucce.
  • L’ISOLA DEL TESORO (Emilio Salgari)
    Credo che ogni bambino abbia anche inconsciamente desiderato di essere un pirata. Io da bambina ho sognato fino alla fine della mia infanzia che Capitan Uncino venisse a rapire anche me e che il Corsaro Nero fosse mio padre. Mi vedevo a sguainare spade, a tagliare gole e a bere rhum sotto coperta con gli altri pirati che mi avrebbero rispettata con lo stesso codice d’onore che si riserva ad un uomo che comanda, ad un capitano. Suppongo quindi non sia difficile per un bambino immergersi nella lettura di una storia, di un’avventura che parla di mistero, di pirateria, di mare, di navi e di una misteriosa isola dove è sepolto un fantomatico tesoro. Chi non ha mai sognato di scavare e trovare qualcosa? Uno scrigno? Un forziere ricco di dobloni d’oro?

Bene. Questa è la lista. Quali sono i libri che secondo voi andrebbero regalati ad un bambino per iniziarlo alla lettura? Quali avreste aggiunto? Come detto sopra, i libri da citare sarebbero molteplici. Ogni libro merita di essere letto e donato. Leggere è un viaggio ad occhi aperti. E il suo bello è che si può partire ogni volta che si vuole.

L’UOMO DELLE NUVOLE di Mathias Malzieu – Recensione

Da sempre ho odiato la Francia e tutto ciò che la riguarda, ma come al solito non si finisce mai di potersi ricredere. Nonostante tutto, sono anche sempre stata convinta del fatto che una possibilità sia cosa buona e giusta darla a tutti. Il famoso detto “..non giudicare un libro dalla sua copertina..” non è mai stato più azzeccato e vero per me, in questo caso. Mi sono totalmente innamorata di questo autore francese, che è anche voce dei Dionysos, e del suo mondo. Mi sono innamorata del suo stile, che ricorda quello del regista Tim Burton, leggendo un suo libro lo scorso inverno: La meccanica del cuore. Mentre mi innamoravo sempre di più, continuavano ad uscire suoi scritti e quale regalo è migliore di quello di un buon libro? Un libro è sempre un regalo azzeccato. In tutto ciò mi accingo a raccontarvi un’altra meravigliosa storia. Per quanto sia per me meno entusiasmante de La meccanica del cuore, è stata lo stesso una lettura piacevole e di livello.

51NubKl1JFL._SX321_BO1,204,203,200_

Parliamo in questa storia di un acrobata, che sin da bambino ha una passione sfegatata per le nuvole, gli uccelli ed è affascinato dal volo. Tutto ciò perché potevano essere liberi. Liberi. Sin da bambino, l’ acrobata aveva sperimentato ogni possibile altura per sfidare la gravità, ma con un solo solissimo difetto rispetto ai suoi miti alati: cadeva. Sempre. Tanto che il suo soprannome diventa EMATOM. Tom è un adulto, ma sicuramente più incline all’infantilità rispetto ad altri. Sono proprio i piccoli, i bambini, ad ammirarlo per le sue gesta, a ricordare il suo nome letto sul giornale la mattina stessa, addirittura sono loro che pensano che Tom sia un super eroe, che ben presto si ritrova ricoverato nel reparto di Oncologia dell’ospedale, dove però, malato o non malato, non se la sente affatto di rinunciare al suo sogno. Con l’aiuto di un bambino ricoverato, proverà a fabbricarsi un paio di ali persino con le piume che sono all’interno dei cuscini dell’ospedale. Conoscerà poi Endorphine, una donna uccello magica e penetrante, nonostante la velocità che la caratterizza: è proprio questo personaggio che rende la storia magica e simile ad una favola.

Un romanzo che a tratti tocca temi riguardo la propria sessualità, riguardo la morte, la nascita e la rinascita. Non mi ha particolarmente entusiasmato, sono sincera, perché forse mi aspettavo molto di più, o mi aspettavo qualcosa di diverso. Ma è stata una lettura comunque interessante e piacevole.

LA BIBLIOTECA AMBULANTE

image

Girellavo su internet, andavo scovando notizie e curiositá e mi sono imbattuta in una notizia che mi ha scaldato il cuore. Forse la mia iper sensibilitá mi porta ad emozionarmi per tutto, ma credo che le emozioni siano il piacere della vita. Senza, come vivremmo? Cosa saremmo? E ció che ho letto mi ha fatto provare stima. Un lumicino che ha scaldato il cuore e donato speranza: certe anime, grazie al cielo, non si sono estinte.

Andrea Saccon, a Parma, distribuisce libri ai bambini. Questa è la meravigliosa iniziativa di un uomo che per far si che non muoia la cultura e l’amore per la sua attivitá, cominciando una promozione proprio tra i bambini, i grandi del domani. Trovo giusto sensibilizzare i bambini alla cultura, alla lettura e a tutto il meraviglioso mondo che ci ruota intorno.

In collaborazione con PARMAKIDS, nel progetto che prende il nome di “Libri con ke ruote”, è proprio Andrea distribuire libri.. in bicicletta!
Un metodo bizzarro ma al quanto funzionale di rivoluzionare il metodo “bobliotecario” di prendere in prestito libri.

C’è comunque da iscriversi con il rilascio di una tessera per i prestiti, mentre la restituzione dei volumi viene effettuata nella biblioteca stessa o in uno dei parchi in cui Andrea è solito girovagare con la sua bicicletta e accompagnato dai suoi amici libri.

La cosa che mi ha particolarmente colpito è che non si vuole solo leggere, ma anche ASCOLTARE.
Andrea quindi è “costretto” (ovviamente in modo del tutto voluto e spontaneo!) a leggere per i bambini, diventando cosí un audiolibro vivente.

Cioè.. io voglio Andrea nella mia cittá! Credete sia possibile?
La trovo un’iniziativa cosí bella!